I tendini flessori delle dita connettono muscoli dell’avambraccio alle articolazioni delle dita in modo da provocare la chiusura delle dita nel palmo della mano. Vi sono due tendini flessori per ciascun dito (superficiale e profondo), ed uno per il pollice. Una guaina fibrosa (attraverso un meccanismo a pulegge) mantiene i tendini strettamente ancorati alla concavità del dito man mano che esso si piega. Quando i tendini sono danneggiati (ad esempio vengono tagliati durante un evento traumatico o sono interessati da qualche patologia), tendono a formare aderenze o a rimanere bloccati all’interno della propria guaina, e la gestione della lesione tendinea in quest’area viene ad essere pertanto complicata dalla necessità di preservare questo delicato meccanismo.
I tendini tagliati dovrebbero essere riparati entro pochi giorni dal trauma, utilizzando tecniche che sono state sviluppate proprio allo scopo di permettere la mobilizzazione precoce (per evitare la formazione di aderenze) conferendo però allo stesso tempo la necessaria resistenza al tendine (allo scopo di evitarne la rirottura durante i movimenti del dito). Le zone riparate devono avere superficie liscia e non superare in diametro il resto del tendine. La maggior parte dei chirurghi oggi predilige la riparazione attraverso una doppia sutura all’interno del tendine (“4 strand”) combinata con una fine sutura circonferenziale che unisce fra loro i margini periferici del tendine lesionato.
Se la riparazione è abbastanza resistente la mobilizzazione attiva precoce è fondamentale allo scopo di mantenere l’escursione del tendine riparato. Gli esercizi devono essere eseguiti sotto la supervisione di un esperto Terapista della mano, utilizzando un tutore protettivo speciale costruito appositamente su misura. Il successo nella guarigione di un tendine flessore riparato richiede un grande impegno da parte del paziente in termini di protezione della mano combinata con l’esercizio regolare e controllato per un periodo di almeno 6 settimane. Durante questo periodo di tempo un movimento scoordinato o distratto può causare la rottura della riparazione. Ciò accade in circa il 5% delle riparazioni tendinee, e se la rirottura viene prontamente riconosciuta e diagnosticata, un ulteriore intervento di riparazione può rivelarsi efficace ma il tempo totale di guarigione ne risulterà ovviamente prolungato.
Se non ci si attiene con scrupolo al programma di esercizi, e purtroppo talvolta anche quando esso viene attentamente seguito, il tendine (o i tendini, in caso di riparazioni multiple) possono rimanere bloccati, permettendo così solo un limitato ripristino della propria funzione e pertanto della flessione del dito interessato. Le lesioni tendinee sono inoltre spesso associate a lesioni di altre strutture come nervi, vasi sanguigni ed ossa, e la riparazione anche di tali strutture aumenta le difficoltà nella guarigione e nel recupero funzionale dei tendini.
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