Mr Donald Sammut FRCS (Plastic Surgery).

Surgery of the Hand
Plastic & Reconstructive Surgery


 

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Lesioni nervose

 

I nervi trasmettono impulsi che hanno origine nel sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale) e sono diretti ai muscoli (fibre motorie), nonchè stimoli in partenza dalle terminazioni sensitive situate nella pelle ed in altri tessuti che sono invece diretti all’indietro, cioè fino al sistema nervoso centrale (fibre sensitive). Un sistema indipendente (sistema nervoso autonomo) provvede al controllo ed alla ricezione degli stimoli provenienti dalle strutture che non sono sottoposte a controllo volontario, come le ghiandole sudoripare ed i vasi sanguigni (vedasi “distrofia riflessa”, alla voce Algodistrofia).

Le fibre nervose hanno il proprio corpo cellulare all’interno od in prossimità del midollo spinale, e ciascuna fibra non è altro che il prolungamento periferico di quella cellula o neurone. La lesione di migliaia di quelle fibre all’interno un nervo danneggiato  si ripercuote profondamente sulle intere cellule a partire dalle quali originan le fibre stesse. Una piccola parte muore direttamente, e tutte le fibre rimanenti devono prima degenerare per poi lentamente iniziare a  ricrescere. Ciò può però avvenire solamente se le fibre in ricrescita all’estremità recisa del nervo possono crescere all’interno del nervo al di là del taglio e pertanto raggiungere la struttura bersaglio, a seconda dei casi rappresentata da una fibra nervosa o da una terminazione sensitiva. Anche se la minuziosa riparazione del nervo può agevolare questo fenomeno, esso rimane un complesso processo biologico, e nonostante l’abilità del chirurgo nel facilitare un buon ripristino della funzione del nervo, la ripresa è limitata, in maniera del tutto frustrante. Numerosi sono i fattori che favoriscono la ripresa, inclusa la giovane età, la riparazione precoce evitando in tal modo danni aggiuntivi legati all’attesa ed assolutamente non necessari, la guarigione rapida e non complicata della ferita, e la presenza di tessuti sani circostanti. Al contrario l’età avanzata, il ritardo nel trattamento, i traumatismi aggiuntivi associati alle condizioni della ferita stessa od anche all’intervento chirurgico, e le infezioni sono fattori avversi. Anche la presenza di tensione a livello del sito della riparazione nervosa è assolutamente svantaggiosa, e rappresenta solitamente un aspetto tipico delle riparazioni tardive, dal momento che la struttura rotondeggiante che si forma in seguito al trauma del nervo (neuroma) deve esere rimossa, creandosi in tal modo un’interruzione nella struttura nervosa. Se questa interruzione è troppo estesa può essere necessario un innesto nervoso, ma ciò significa sacrificare un altro piccolo nervo ed è pertanto indicato solo ed esclusivamente quando ciò sia davvero essenziale. Vi sono stati alcuni successi nello sviluppo di innesti artificiali con la funzione di “ponte” nei casi di perdita di sostanza nervosa, ma gli innesti biologici non sono ancora stati superati.

La chirurgia nervosa viene di solito effettuata sotto ingrandimento, allo scopo di assicurare un’accurata manipolazione dei nervi, ed il microscopio operatorio ha il vantaggio di avere una buona fonte luminosa  che agisce nella stessa direzione del campo visivo del chirurgo.

Insieme alla perdita di funzione muscolare e sensitiva, il problema più significativo conseguente alle lesioni nervose è rappresentato dal dolore.

Esso è di intensità variabile, ed anche un danno a piccoli nervi può, in individui particolarmente suscettibili, risultare molto doloroso. Il dolore risultante dalla lesione di un nervo principale, come avviene ad esempio nel caso di lesioni del plesso brachiale a livello del collo, può in alcuni individui essere insopportabile: ciò viene solitamente descritto come causalgia. E’ interessante notare che i bambini non sono soggetti a questo genere di sensazione dolorosa.

Il neuroma che si forma all’estremità di un nervo tagliato può rappresentare la causa principale del dolore, ed è comunque sempre doloroso e responsabile di una sensazione sgradevole. La maniera preferibile per cercare di migliorare le cose è quella di riparare il nervo, ma quando ciò è impossibile, per esempio dopo un’amputazione, può essere d’aiuto spostare il neuroma che si è formato in una nuova posizione più protetta, come all’intern dell’osso od in profondità in un compartimento muscolare.

Quando la riparazione nervosa fallisce nello scopo di ripristinare il movimento, è spesso possibile trasferire un altro tendine (o muscolo) in modo che sia esso a determinare il movimento, dal momento che molti movimenti sono dati dall’azione sinergica di più strutture muscolari. Questo  tipo di chirurgia è chiamata “trasferimento (transfer) tendineo”. La problematica della perdita di sensibilità è invece più difficile da gestire; talvolta un’area cutanea ancora dotata di sensibilità può essere spostata da una zona meno importante ad una nella quale la presenza di sensibilità è di importanza critica (“lembo ad isola neurovascolare”).

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