Mr Donald Sammut FRCS (Plastic Surgery).

Surgery of the Hand
Plastic & Reconstructive Surgery


 

Ritornare ai titoli

Sindromi da Intrappolamento Nervoso

 

I nervi sono estremamente vulnerabili quando vengono sottoposti all’azione di forze esterne. Ci sono alcune aree critiche dove ciò può essere un rischio concreto. I nervi dell’arto superiore originano dal collo, e le radici nervose che lasciano la colonna vertebrale passano attraverso alcune piccole aperture tra le ossa nelle quali si trovano a rischio di eventuale compressione da parte di osso artrosico o dischi intervertebrali degenerati, che comporta conseguentemente dolore in corrispondenza del distretto dell’arto che è innervato da quel nervo specifico, a livello del braccio o della mano. Questo dolore ingannevolmente pare avere origine nell’area innervata dal nervo compresso, rendendo perciò ardua la diagnosi, ma i test clinici e gli esami strumentali si rivelano di grande supporto nel confermare il sospetto che il dolore in realtà origini dal collo, e la fisioterapia della regione cervicale è a questo punto di indubbia utilità. Una patologia severa a livello della colonna cervicale deve essere valutata da un chirurgo vertebrale (chirurgo ortopedico o neurochirurgo).

Meno comunemente l’area tra il collo e la spalla rappresenta il sito di compressione, conosciuta come “stretto toracico” (altrimenti detta “thoracic outlet” ). La diagnosi ed il trattamento possono essere piuttosto complicate ed anche in questo caso può essere necessaria una valutazione specialistica.

Ci sono zone nel braccio ove i nervi sono più vulnerabili. La più frequente zona di compressione è rappresentata dal canale (o “tunnel”) carpale (la cui omonima sindrome viene trattata nello specifico paragrafo). La seconda in quanto a frequenza è la compressione del nervo ulnare a livello del gomito. Infatti il nervo nel gomito passa al di dietro dell’ epicondilo mediale dell’omero e si trova a rischio di compressione per 3 motivi: - può trovarsi sotto tensione ogniqualvolta il gomito viene flesso; - dal momento che giace appoggiato ad una solida superficie ossea può essere spinto o schiacciato contro di essa; - il tetto fibroso che lo sovrasta formando un tunnel può comprimerlo. Una pregressa frattura nella regione del gomito accentua questi problemi.

La compressione del nervo in quest’area (spesso descritta come “neurite ulnare” o “neuropatia”) causa formicolii e riduzione della sensibilità a livello del mignolo e dell’anulare, nonché indebolimento di alcuni piccoli muscoli della mano. L’effetto di tale indebolimento si manifesta sottoforma di difficoltà nella presa tra il polpastrello del pollice ed il resto delle dita, e nell’inabilità di estendere completamente le dita, fino ad arrivare alla deformità ad artiglio delle stesse, specialmente a livello dell’anulare e del mignolo.

La diagnosi viene confermata attraverso un esame elettrico chiamato “studio di conduzione motoria” che misura la velocità di conduzione dell’impulso nervoso in corrispondenza dell’area affetta, fornendo informazioni anche riguardo alla severità della compressione. Lievi sintomi in assenza di un significativo ritardo di conduzione possono essere trattati evitando la flessione del gomito durante il riposo notturno facendo ricorso ad un tutore, ma qualora vi sia una più significativa compromissione della conduzione nervosa è indicato il trattamento chirurgico. Nella maggior parte dei casi la semplice decompressione del nervo si rivela efficace, spesso combinata con la rimozione della prominenza ossea vicina (epicondilectomia). Talvolta il nervo ha la tendenza a scivolare alternativamente dentro e fuori dalla propria doccia al di dietro dell’epicondilo (doccia epitrocleo-olecranica): in tal caso il nervo ulnare può essere interamente trasferito al davanti dell’epicondilo in modo da fargli seguire un percorso più breve nel suo passaggio dal braccio all’avambraccio.

Questa procedura di trasposizione nervosa è stata ampiamente utilizzata in passato, ma sta ormai gradualmente perdendo di popolarità in quanto si rivela spesso superflua, e addirittura la stessa entità dello spostamento del nervo necessaria per la sua efficace trasposizione potrebbe danneggiarlo.

Altri nervi sono molto meno frequentemente compressi. Sul lato posteriore dell’avambraccio (lato degli estensori), il nervo interosseo posteriore può essere compresso, generando un dolore che presenta caratteristiche molto simili a quello dell’epicondilite (“gomito del tennista”). Raramente la sua compressione causa indebolimento dei muscoli che estendono le dita. La decompressione chirurgica è di indubbia efficacia in entrambi i casi.

Il nervo interosseo anteriore può essere compresso nell’avambraccio, causando perdita della capacità di flettere il pollice e l’indice. Può essere in questo caso indicata la sua liberazione.

I risultati della decompressione sono generalmente buoni. Una severa compressione nervosa e l’età avanzata rappresentano possibili cause di insoddisfacente ripresa del nervo dopo l’intervento. Esiste inoltre una sindrome ereditaria caratterizzata dalla tendenza a sviluppare compressioni nervose multiple, ed anche in questi pazienti la ripresa postoperatoria può essere del tutto deludente.

Inizio della pagina

 


Home  Clinical & Medicolegal Practice  |  Biography  |  Publications  |  Clinical Conditions  |  Image Portfolio and Links  |  India & Nepal  |  Site Index